IL PROGETTO

Chi l’ha detto che la storia è noiosa? Dipende da come la racconti, e noi di Storia&Narrazione lo facciamo meglio.

Era il 2007 quando abbiamo cominciato a pensare che per raccontare la Storia con la ‘S’ maiuscola, quella dei manuali, per intenderci, fossero necessarie altre cose, oltre alle date, ai fatti, ai nomi dei grandi personaggi: ad esempio le storie, quelle con la ‘s’ minuscola, le storie degli uomini e delle donne che la storia l’hanno solo vista passare, che a volte ne sono stati sfiorati, o colpiti, o anche sconfitti, più spesso ignorati. E anche fonti diverse, oltre ai documenti degli archivi e delle biblioteche: musica, immagini, storie private, diari, memorie, romanzi, poesie. E infine qualcosa che nessuno si aspetterebbe di trovare, ascoltando raccontare la Storia: le emozioni.

E così è nata Storia&Narrazione”, qualcosa a metà tra la performance teatrale e la vera e propria lezione, capace di uscire dalle aule e dai convegni accademici per farsi esperienza di apprendimento e godimento, qualcosa di così innovativo che c’è voluto qualche tempo e un nome nuovo per definirlo: historytelling. Al centro della scena, dentro la cruda materia dei fatti e di ciò che è accaduto, si sente ogni volta pulsare la vita, come era, come è cambiata; i sentimenti di chi c’era, di chi ha lasciato una traccia e di chi è stato testimone.

In questi anni, ad ogni stagione, il pubblico è cresciuto, e l'entusiasmo anche. Il che significa - prima di tutto - una cosa: la Storia non è per nulla noiosa, se sai come raccontarla. 

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PROSSIMAMENTE

Sul promontorio estremo dei secoli.

Perché i tedeschi accettarono il Nazismo?

5 marzo 2020, ore 20:45 

@NUOVO TEATRO ARIBERTO

Di e con Paolo Colombo  

 

Provare davvero a chiedersi come una Germania arrivata nell’arco di qualche decennio ai picchi della produzione culturale e artistica occidentale possa avvallare negli anni ’30 del ‘900 il nazismo equivale a mettere in dubbio una spiegazione che, più o meno inconsciamente, si nasconde in ognuno di noi e addossa tutte le colpe a una sorta di incarnazione demoniaca nel popolo tedesco di quel tempo. Questa narrazione prova a suggerire una diversa prospettiva, raccontando – con l’ausilio di immagini, filmati e musiche – il frenetico succedersi di clamorosi cambiamenti (difficile ormai da percepire con gli occhi e con la mentalità odierna) che interessa tutta l’Europa tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900. In una carrellata volutamente accelerata e trascinante si succedono nel racconto Marx e Freud, Einstein e Joyce, Schönberg e Darwin, il cinema e l’automobile, le onde radio e il futurismo, il primitivismo e la radio, le avanguardie artistiche e il colonialismo… 

 

Forse, ai contemporanei di Adolf Hitler, il mondo era ‘esploso’ in mano con tutte le coordinate che lo definivano fino a quel momento.